
Incentivi Pompa di Calore 2026: la Guida Completa
Leggi la nostra guida aggiornata di tutti gli incentivi e le agevolazioni disponibili per le pompe di calore.

Gli incentivi per pompa di calore in 3 punti
- Conto Termico 3.0 (GSE): contributo diretto a fondo perduto fino al 65% della spesa (75% con componenti UE), erogato in unica soluzione sotto i €15.000 o in 2-5 rate annuali. Non è una detrazione fiscale.
- Ecobonus: detrazione IRPEF del 50% (abitazione principale) o 36% (altri immobili), con un massimale di detrazione di €30.000 per unità immobiliare (spesa massima equivalente: €60.000 al 50%, circa €83.000 al 36%), recupero in 10 anni. Richiede la sostituzione di un impianto esistente e requisiti tecnici minimi.
- Bonus Casa: stesse aliquote dell'Ecobonus ma tetto di spesa più alto (€96.000), utile quando la pompa di calore fa parte di una ristrutturazione più ampia o è una nuova installazione.
Conto Termico ed Ecobonus/Bonus Casa non sono cumulabili sullo stesso intervento: vanno scelti in alternativa.
- Perché il 2026 è l'anno della pompa di calore
- Conto Termico 3.0: come funziona
- Ecobonus per la pompa di calore
- Bonus Casa (Bonus Ristrutturazione)
- Requisiti tecnici per gli incentivi 2026
- IVA agevolata al 10%
- Il tetto alle detrazioni per i redditi oltre €75.000
- Cosa resta del Superbonus 110%
- Domande frequenti
- Conclusione: come scegliere l'incentivo giusto
Perché il 2026 è l'anno della pompa di calore
Dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate a soli combustibili fossili (gas o gasolio) sono uscite dagli incentivi statali per la riqualificazione energetica: la misura recepisce la direttiva europea "Case Green" (EPBD IV, Direttiva UE 2024/1275) e vale anche per il 2026 e il 2027. Chi sostituisce un vecchio generatore può, quindi, contare sugli incentivi solo scegliendo una tecnologia elettrificata: pompa di calore, sistema ibrido, generatore a biomassa o microcogeneratore.
Il quadro normativo 2026 poggia su tre provvedimenti principali:
Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199)
Proroga per tutto il 2026 le aliquote Ecobonus e Bonus Casa già in vigore nel 2025 (50%/36%), rinviando al 2027 la riduzione al 36%/30%.
Conto Termico 3.0 (D.M. 7 agosto 2025)
In vigore dal 25 dicembre 2025, ha sostituito il Conto Termico 2.0 con regole applicative GSE approvate il 19 dicembre 2025.
D.Lgs. 9 gennaio 2026, n. 5
In vigore dal 4 febbraio 2026, ha aggiornato i requisiti tecnici minimi (SCOP ed efficienza stagionale) che una pompa di calore deve rispettare per accedere agli incentivi.
Conto Termico 3.0: come funziona
Il Conto Termico 3.0 è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e non è una detrazione fiscale, ma un contributo in conto capitale erogato con bonifico bancario direttamente sul conto corrente del beneficiario, senza bisogno di capienza IRPEF. Per questo è spesso la scelta più indicata per pensionati, redditi bassi o chi vuole liquidità rapida.
Il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente (caldaia, stufa, scaldabagno elettrico) con una pompa di calore; non copre, in generale, la prima installazione in un edificio privo di impianto termico.
Percentuali e importi
- Il contributo copre fino al 65% della spesa ammissibile per la sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore (elettrica o a gas).
- È prevista una maggiorazione del 10% per gli interventi che utilizzano componenti prodotti nell'Unione Europea.
- Per le Pubbliche Amministrazioni di piccoli Comuni, scuole e ospedali il contributo può arrivare al 100%.
- Per le pompe di calore aria-acqua fino a 35 kW, il costo massimo ammissibile di riferimento è fissato a 700 €/kW di potenza installata.
- L'importo non è una percentuale piatta sulla spesa, ma dipende da una formula che valorizza l'energia termica prodotta in base a potenza, coefficiente di prestazione (SCOP) e zona climatica: più efficiente è la macchina, più alto è il contributo a parità di spesa.
Tempi di erogazione
Per incentivi fino a €15.000 il GSE paga in un'unica soluzione, generalmente nell'arco di alcuni mesi dall'ammissione della pratica. Per importi superiori, il pagamento è distribuito in 2 o 5 rate annuali a seconda dell'entità del contributo.
Come e quando fare domanda
La richiesta si presenta online sul Portaltermico del GSE, nella modalità "accesso diretto", entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori. Il nuovo Portaltermico 3.0 è attivo dal 2 febbraio 2026: a inizio marzo 2026 il GSE ha dovuto sospendere temporaneamente l'invio di nuove domande per l'enorme afflusso di richieste (oltre 1,3 miliardi di euro nei primi giorni), riaprendo il portale il 13 aprile 2026 con una proroga dei termini per chi era rimasto bloccato. Prima di avviare i lavori è sempre utile verificare lo stato del portale e la disponibilità del plafond sul sito del GSE.
Ecobonus per la pompa di calore
L'Ecobonus (art. 14 del DL 63/2013) è la detrazione fiscale storica per la riqualificazione energetica. Per le spese 2025 e 2026 le aliquote sono:
Tipo di immobile | Aliquota 2026 | Massimale di detrazione | Spesa massima equivalente | Recupero |
|---|---|---|---|---|
Abitazione principale | 50% | €30.000 per unità immobiliare | circa €60.000 | 10 rate annuali |
Seconde case e altri immobili | 36% | €30.000 per unità immobiliare | circa €83.000 | 10 rate annuali |
II tetto di €30.000 non è un limite di spesa, ma il massimo importo che puoi portare in detrazione: con l'aliquota del 50% questo equivale a una spesa ammissibile fino a circa €60.000; con il 36% il tetto di spesa equivalente sale a circa €83.000. Oltre questa soglia, l'eccedenza di spesa non genera ulteriore detrazione con l'Ecobonus (ma può rientrare nel Bonus Casa, che ha un tetto più alto).
È inoltre previsto un limite di costo specifico pari a 1.760 €/kW di potenza installata (IVA e manodopera escluse), applicabile quando l'asseverazione tecnica è sostituita dalla dichiarazione del fornitore per impianti fino a 100 kW.
Dal 1° gennaio 2027 le aliquote scenderanno al 36% (abitazione principale) e al 30% (altri immobili): chiudere i lavori entro il 31 dicembre 2026 ha quindi un vantaggio economico concreto.
Requisiti per accedere all'Ecobonus
- Deve esserci un impianto di riscaldamento fisso e funzionante da sostituire (caldaia, stufa, generatore esistente).
- La pompa di calore deve rispettare i requisiti minimi di efficienza stagionale (vedi la sezione requisiti tecnici più avanti).
- Va inviata la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Pagamento tramite bonifico parlante, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'installatore.
- Per gli interventi più complessi è richiesta l'asseverazione di un tecnico abilitato.
Le caldaie a condensazione alimentate solo a gas restano escluse dall'Ecobonus dal 2025: sono ammessi soltanto i sistemi ibridi factory-made (caldaia + pompa di calore certificati come pacchetto unico dal produttore) o la pompa di calore come unico generatore.
Bonus Casa (Bonus Ristrutturazione)
Il Bonus Casa, disciplinato dall'art. 16-bis del TUIR, condivide le stesse aliquote dell'Ecobonus per il 2026 (50% prima casa, 36% altri immobili) ma con il tetto di spesa molto più ampio di €96.000 per unità immobiliare. È l'opzione da valutare quando:
- la pompa di calore viene installata nell'ambito di una manutenzione straordinaria o di una ristrutturazione più ampia, insieme ad altri lavori edili;
- si tratta di una nuova installazione e non della sostituzione di un impianto preesistente, condizione che l'Ecobonus in genere richiede;
- la spesa complessiva prevista supera il tetto equivalente dell'Ecobonus (circa €60.000 al 50%, circa €83.000 al 36%).
Anche per il Bonus Casa la detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo e serve la comunicazione ENEA quando l'intervento riguarda un impianto termico.
Conto Termico o detrazione fiscale: quale conviene

Per chi ha poca capienza IRPEF o vuole liquidità in tempi brevi, il Conto Termico 3.0 è quasi sempre la scelta più conveniente per una pompa di calore, grazie alla percentuale più alta e all'assenza di vincoli fiscali.
Chi ha invece un'IRPEF capiente, magari con lavori più ampi o una spesa superiore ai massimali del Conto Termico, può trovare più comodo il canale della detrazione fiscale, soprattutto tramite il Bonus Casa se la pompa di calore rientra in una ristrutturazione.
Requisiti tecnici per gli incentivi 2026
Dal 4 febbraio 2026 il D.Lgs. 5/2026 ha reso più stringenti i requisiti tecnici minimi per accedere agli incentivi. Il parametro di riferimento non è più il solo COP puntuale ma lo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance), calcolato sulla zona climatica europea di riferimento in linea con i regolamenti Ecodesign UE.
Tipo di pompa | SCOP minimo | Efficienza stagionale (ηs%) minima |
|---|---|---|
Aria-acqua | ≥ 2,825 | ≥ 110% (zona "average") |
Aria-aria fino a 12 kW | ≥ 3,8 | ≥ 149% (refrigerante con GWP ≥ 150) oppure ≥ 134% (refrigerante con GWP < 150) |
Acqua-acqua / geotermica | Requisiti Ecodesign specifici | Verifica su scheda tecnica del produttore |
Questi valori devono risultare dalla scheda prodotto dichiarata dal costruttore e vanno riportati nella relazione tecnica allegata alla pratica. I modelli di fascia media e alta dei principali produttori rispettano già questi limiti, ma può valere la pena richiedere una conferma al proprio installatore.
IVA agevolata al 10%
La pompa di calore rientra tra i cosiddetti "beni significativi" individuati dal Ministero delle Finanze. Questo significa che, nell'ambito di interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente uso abitativo (categoria catastale A, esclusa A10), si applica l'IVA agevolata al 10% invece del 22% ordinario.
Tuttavia, questa agevolazione non si applica sull'intero costo del macchinario se questo supera il valore della manodopera e degli altri servizi: la parte di valore dell'impianto che eccede questa soglia sconta comunque l'IVA al 22%.
Il tetto alle detrazioni per i redditi oltre €75.000
Dal 2025, l'art. 16-ter del TUIR (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 e confermato dalla Legge di Bilancio 2026) ha introdotto un tetto complessivo alle spese detraibili per i contribuenti con reddito complessivo superiore a €75.000. Il limite si calcola moltiplicando un importo base (€14.000 per redditi tra €75.001 e €100.000, €8.000 oltre i €100.000) per un coefficiente familiare che cresce con il numero di figli a carico.
Per i redditi più alti si aggiungono ulteriori riduzioni progressive. Chi rientra in questa fascia di reddito e sta pianificando spese detraibili importanti, inclusa la sostituzione della pompa di calore con Ecobonus o Bonus Casa, dovrebbe verificare con il proprio commercialista quanto plafond resta disponibile. Il Conto Termico 3.0, non essendo una detrazione, non è toccato da questo limite.
Cosa resta del Superbonus 110%
Il Superbonus 110% è terminato per la generalità degli interventi, ma resta attivo per specifici casi di ricostruzione post-sisma in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, per pratiche già avviate. Per la generalità dei proprietari che vogliono installare una pompa di calore nel 2026, gli strumenti di riferimento restano quindi Conto Termico 3.0, Ecobonus e Bonus Casa. Va inoltre ricordato che, per la generalità degli interventi, sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili nel 2026: le detrazioni fiscali si recuperano soltanto in dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti
Conto Termico o Ecobonus: cosa conviene di più per una pompa di calore?
Dipende dalla tua situazione fiscale: il Conto Termico 3.0 offre una percentuale più alta (fino al 65%) e non richiede capienza IRPEF, quindi è spesso la scelta migliore per pensionati o redditi bassi. L'Ecobonus recupera il 50% o 36% in 10 anni ed è più indicato per chi ha un'IRPEF capiente e preferisce lo strumento fiscale, magari abbinandolo ad altri lavori con il Bonus Casa.
Posso avere sia il Conto Termico sia l'Ecobonus per la stessa pompa di calore?
No. I due incentivi non sono cumulabili sullo stesso intervento: bisogna scegliere l'uno o l'altro. Puoi però usare un incentivo diverso per interventi distinti nello stesso immobile, ad esempio il Conto Termico per la pompa di calore e l'Ecobonus per il cappotto termico.
Serve sostituire una vecchia caldaia per sbloccare gli incentivi?
Per il Conto Termico 3.0 e per l'Ecobonus sì: è richiesta la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente e funzionante. Il Bonus Casa, invece, può coprire anche una nuova installazione, purché rientri in un intervento di ristrutturazione o manutenzione straordinaria.
Le caldaie a gas hanno ancora diritto agli incentivi nel 2026?
No, dal 1° gennaio 2025 le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili sono escluse da Ecobonus e Bonus Casa, in attuazione della direttiva europea Case Green. Restano incentivabili le pompe di calore, i sistemi ibridi factory-made, i generatori a biomassa e i microcogeneratori.
Quanto tempo ci vuole per ricevere il contributo del Conto Termico?
Per importi fino a €15.000 il GSE eroga il contributo in un'unica soluzione, di norma nel giro di alcuni mesi dall'ammissione della domanda. Per importi superiori, il pagamento è distribuito in 2 o 5 rate annuali.
Conclusione: come scegliere l'incentivo giusto
Il 2026 conferma un quadro favorevole per chi vuole sostituire un vecchio impianto con una pompa di calore: tre strumenti diversi, pensati per esigenze diverse.
- Se hai poca capienza fiscale o vuoi liquidità rapida, valuta il Conto Termico 3.0.
- Se hai un'IRPEF capiente e sostituisci un impianto esistente entro il massimale di detrazione dell'Ecobonus (spesa fino a circa €60.000 al 50%), valuta l'Ecobonus.
- Se la pompa di calore fa parte di una ristrutturazione più ampia o è una nuova installazione, valuta il Bonus Casa.
In tutti i casi, verifica sempre i requisiti tecnici sulla scheda prodotto e affidati a un installatore certificato.
Fonti
- GSE (Gestore dei Servizi Energetici) - Regole applicative, Portaltermico, percentuali ed erogazione del Conto Termico 3.0
- ENEA (Portale Bonus Fiscali) - Comunicazioni per Ecobonus, vademecum tecnici, requisiti di efficienza
- ENEA (Vademecum Pompe di calore) - Requisiti tecnici, documentazione e massimale di detrazione specifico per le pompe di calore
- Agenzia delle Entrate - Guide fiscali su Ecobonus, Bonus Casa e tetto alle detrazioni per redditi alti
- MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) - Decreto Ministeriale 7 agosto 2025 (Conto Termico 3.0) e normativa di settore

